Viganò chiama Francesco come “Papa non-Cattolico” (Analisi)
Giugno 27, 2022
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Fratello Pietro Dimond, O.S.B.

Padre Carlo Viganò, che pretende di essere un arcivescovo in pensione nella Setta del Vaticano II, ha guadagnato importanza negli ultimi anni. Recentemente è apparso sui media e ha detto che Francesco è un “papa acattolico”.

[Viganò:] Siamo arrivati al punto che anche persone semplici con poca conoscenza di questioni dottrinali capiscono che abbiamo un papa acattolico, almeno nel senso stretto del termine.

Ebbene, ciò è impossibile. Non si può avere un papa non cattolico. Come affermò san Roberto Bellarmino, citando Melchiorre Cano:

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro 2, Cap. 30:
“Melchiorre Cano... insegna che gli eretici non sono né parti né membri della Chiesa, e... dice che è inconcepibile che sia capo e papa qualcuno che non sia un membro né una parte [della Chiesa]...”

L'idea che qualcuno possa essere il capo e il papa della Chiesa cattolica quando non ne è membro o parte di essa è così illogica che viene qui descritta come non pensabile. È impossibile e contrario alla ragione. Così, mentre Viganò dice correttamente che Francesco non è cattolico, dice erroneamente che Francesco è il papa e che un acattolico può essere papa. La vera conclusione, basata saldamente sull'insegnamento cattolico, è che un eretico come Francesco NON è il papa. È, piuttosto, un antipapa eretico.

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro 2, Cap. 30:
“Perché quando quei Padri dicono che gli eretici perdono la giurisdizione, non adducono alcuna legge umana, nessuna delle quali forse nemmeno esisteva allora su questo argomento, ma discutono dalla natura dell'eresia. Il Concilio di Costanza, invece, non parla se non degli scomunicati; cioè di coloro che per sentenza della Chiesa hanno perso la giurisdizione. Gli eretici, però, prima ancora della scomunica, sono fuori della Chiesa e privati di ogni giurisdizione, perché condannati dal loro stesso giudizio, come insegna l'Apostolo in Tito 3. In altre parole, sono stati tagliati fuori dal corpo della Chiesa senza scomunica, come spiega Girolamo.”

Papa Leone XIII insegnò anche che è assurdo pensare che chi è fuori dalla Chiesa possa comandare in essa.

Papa Leone XIII, Satis Cognitum (n.15), Giugno 29, 1896:
“Nessuno dunque che non sia unito a Pietro può partecipare dell’autorità, essendo assurdo pensare che possa comandare nella Chiesa chi è fuori di essa.”

La Chiesa cattolica insegna che gli eretici manifesti non possono essere validi papi e che gli eretici perdono immediatamente l'appartenenza alla Chiesa (se mai l'hanno avuta).

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro 2, Cap. 30:
“…un Papa manifestamente eretico cesserebbe automaticamente, per sé, di essere Papa e capo, proprio come egli cesserebbe automaticamente di essere un Cristiano ed un membro del corpo della Chiesa. Laonde, egli potrebbe essere giudicato e punito dalla Chiesa. Questo è l’insegnamento di tutti gli antichi Padri, i quali insegnarono che gli eretici manifesti perdono immediatamente tutta la giurisdizione…”

La Chiesa insegna che chiunque predichi eresie notoriamente – lo si ripeta, chiunque PREDICHI una tale eresia – non può avere giurisdizione sui fedeli.

Papa San Celestino I, Al clero e al popolo di Costantinopoli, AD 430:
“Tuttavia, affinché non appaia in vigore, anche solo per un certo tempo, la sentenza di colui che aveva già fatto ricadere su di sé una sentenza divinal'autorità della Nostra Sede Apostolica ha apertamente disposto che nessun vescovo, chierico o cristiano di alcuna professione, che fu deposto dalla sua posizione o dalla comunione da Nestorio e da quelli a lui simili da quando [ex quo] iniziarono a predicare l'eresia, è da considerarsi deposto o scomunicato. Ma ognuno di questi è stato e fino ad ora rimane nella nostra comunione, perché colui che inciampava nel predicare tali cose non poteva deporre o allontanare nessuno”.

San Roberto Bellarmino, De Ecclesia Militante, Cap. 10:
“Per questo motivo [I Papi] Celestino e Nicola, nei brani citati, affermano che un vescovo eretico, da quando cominciò a predicare le eresie, non poteva sciogliere o legare nessuno…”

Ciò si basa sulla legge divina, come insegna la Chiesa, e si applica a tutti. La ragione di ciò, come ha sottolineato anche san Roberto Bellarmino, è:

San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice, Libro 2, Cap. 30:
“..sarebbe la condizione più miserabile della Chiesa, se fosse costretta a riconoscere un lupo, palesemente in agguato, per pastore.”

Un lupo che attacca le pecore con una predicazione notoriamente eretica non può avere autorità sul gregge, perché l'autorità di Cristo non conduce le persone all'Inferno. Coloro che ti dicono di riconoscere come papa una persona come Francesco, ti portano a un lupo e contraddicono l'insegnamento cattolico. Si affronta questa materia nel dettaglio nel video del presente Monastero, Grandi testi di prova per il sedevacantismo. Il video fa riferimento a Papa San Celestino, Papa Nicola e San Roberto Bellarmino, tra gli altri.

Papa San Celestino I, A Giovanni di Antiochia, 430 DC:
“Ma se qualcuno è stato scomunicato o privato della dignità episcopale o clericale dal Vescovo Nestorio o da coloro che lo seguono, dopo che costoro abbiano cominciato a predicare tali cose [es. l'eresia nestoriana], è evidente che tale persona ha continuato fermamente e continua ancora fermamente nella Nostra comunione, e noi giudichiamo che non sia stato rimosso: perché la sentenza di quell'uomo che aveva già mostrato di dover essere rimosso non è in grado di rimuovere nessuno”.

È interessante notare che questo stesso insegnamento della Chiesa cattolica si ritrova nel Catechismo di San Pietro Canisio, dottore della Chiesa del XVI secolo. Lui scrive: 

San Pietro Canisio, Summa Doctrinae Christianae (Catechismo), Sugli ordini sacri n.7:
“… dobbiamo fede e obbedienza solo a coloro che, legittimamente ordinati e inviati da vescovi, professano la sana dottrina della Chiesa. Ma degli altri dobbiamo stare attenti, come dei nemici e delle persone pestifere”.

Notate che si deve obbedienza solo a coloro che, tra l'altro, professano la sana dottrina della Chiesa. Francesco professa la sana dottrina della Chiesa? Certamente no!

[Francesco:] “Devi convincere l'altro a diventare cattolico? No, no, no!

Questo ci porta al punto successivo. Le dichiarazioni di Viganò forniscono ulteriori prove che l'imputabilità o la colpevolezza di Francesco è pubblicamente nota e quindi che Francesco è un notorio eretico. Nel nostro video, Grandi testi di prova per il sedevacantismo, spieghiamo come ci siano due elementi nella notoria eresia (per quanto riguarda i notori eretici nei fatti) secondo i canonisti pre-Vaticano II. Primo) la predicazione eretica deve essere pubblica; e secondo) l'imputabilità o la colpevolezza devono essere pubblicamente note.

Woywod and Smith, Un commentario pratico sul codice di diritto canonico, Imprimatur 1957, p. 448:
“…un reato è noto per notorietà di fatto, se è pubblicamente noto e commesso in circostanze tali da non poter essere occultato da alcun sotterfugio, né giustificato da alcuna scusa ammessa dalla legge (ossia, sia il fatto del reato che l'imputabilità o la responsabilità penale devono essere pubblicamente note)…”

Ebbene, Francesco predica pubblicamente l'eresia al mondo su molte questioni, ad esempio dichiarando che è un peccato cercare di convertire le persone...

Francesco, Discorso a un Gruppo di luterani, Sala Paolo VI, Ott. 13, 2016:
“Non è lecito convincerli della tua fede. Il proselitismo è il veleno più forte contro il cammino ecumenico.”

È anche un dato di fatto che l'imputabilità o la colpa di Francesco è pubblicamente nota perché 1) ammette che il suo stesso insegnamento può essere un'eresia e che ciò non gli importa, dimostrando di essere colpevole...

[Francesco:] E mi viene in mente di dire qualcosa che potrebbe essere sciocco, o forse un'eresia...

…e 2) nega verità di fede che ogni adulto cattolico (per non parlare di una persona che si spaccia per vescovo e papa) è tenuto a conoscere. Predicare un falso vangelo, come fa lui, è rendere pubblica la propria imputabilità. Quindi, è un notorio eretico.

In Grandi testi di prova per il sedevacantismo si cita anche il canonista pre-Vaticano II Padre Eric Mackenzie, che ha correttamente insegnato che un semplice eretico, cioè una persona che non è stata canonicamente avvertita o contro cui si è dichiarata l’eresia (e potrebbe anche affermare di essere cattolica), può essere un notorio eretico. Coloro che vi dicono che una persona non può essere un eretico notorio o manifesto finché non è stato canonicamente avvertito o dichiarato come tale - o finché non si identifica apertamente come acattolico - si sbagliano completamente. Il semplice eretico, che non ha subito alcun procedimento giudiziario e potrebbe anche affermare di essere cattolico, può essere un notorio eretico, come lo è certamente Francesco.

Eric F. Mackenzie, Il delitto di eresia, Catholic University of America, Imprimatur 1932, p. 44:
“Un delinquente colpevole del semplice delitto di eresia (che quindi non ha continuato nel disprezzo ribelle degli avvertimenti e delle punizioni canoniche, né ha aderito ad alcuna setta acattolica), incorre nella scomunica ecclesiastica nella sua forma più semplice”.

Eric F. Mackenzie, Il delitto di eresia, Catholic University of America, Imprimatur 1932, p. 45:
“Tutti gli eretici condannati sono notori almeno con notorietà di diritto. Alcuni semplici eretici e alcuni eretici che si uniscono a una setta non cattolica possono essere notori nei fatti, ma il resto, che rappresenta forse il caso ordinario, sarà costituito soltanto da delinquenti occulti.” 

Rev. Eric F. Mackenzie, The Delict of Heresy, Catholic University of America, Imprimatur 1932, p. 111:
"Se il delitto di eresia fosse stato notorio, di fatto o per via giudiziaria, ci sarebbero meno possibilità di applicare questo canone".

Ora, ecco che Viganò afferma correttamente, come se fosse un fatto noto, che Francesco si oppone deliberatamente al vero cattolicesimo e promuove deliberatamente ciò che gli è contrario.

[Viganò:] …di un papa che non crede da papa, non si comporta da papa, e non parla da papa. Il problema è che non siamo di fronte a una sorta di inerzia del Papato, come potrebbe accadere con un pontefice malato o molto anziano; ma piuttosto con un'azione costante, organizzata e programmata in un senso diametralmente opposto all'essenza stessa del Papato… Tutti abbiamo capito che le ragioni addotte da Bergoglio per rifiutare un incontro con un prelato, un politico o un intellettuale conservatore non si applicano al cardinale molestatore, al vescovo eretico, al politico abortista o all'intellettuale globalista. C'è insomma una palese differenza di comportamento, da cui si può cogliere la parzialità e il favoritismo di Francesco a favore di qualsiasi ideologia, pensiero, progetto, espressione scientifica, artistica o letteraria che non sia cattolica.

Questa è un'ulteriore prova dell'imputabilità pubblica di Francesco e quindi della famigerata eresia. Come accennato in precedenza, Viganò ha inoltre affermato che “anche le persone semplici con poca conoscenza delle questioni dottrinali” possono vedere che Francesco non è cattolico. Come chiunque può riconoscere, Francesco è un notorio eretico che predica regolarmente eresie palesi. Chi predica l'eresia notoriamente, così come fa Francesco, non può ricoprire autorità o cariche nella Chiesa, come si è mostrato.

Quella persona non deve essere considerata il papa o non deve essere obbedita, secondo l'insegnamento cattolico, perché in caso contrario le persone sarebbero condotte verso un lupo e un nemico. È contrario all'insegnamento cattolico riconoscere ostinatamente un uomo quale Francesco come papa. Sebbene persone come Viganò, Taylor Marshall e alcuni altri dicano alcune cose vere nella critica di ciò che sta accadendo, costoro portano le persone fuori strada dando loro false conclusioni che le tengono all'interno della setta del Vaticano II sotto l'antipapa Francesco. Impediscono alle persone di riconoscere il cuore di ciò che sta realmente accadendo, ciò che il materiale del presente Monastero copre.

Papa Paolo IV, Cum ex Apostolatus Officio, 15 Feb. 1559:
“... affinché non ci accada di vedere l'abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, nel luogo santo... Noi promulghiamo, determiniamo, decretiamo e definiamo che se mai in qualsiasi momento apparirà che qualsiasi Vescovo... priore alla sua promozione o alla sua elevazione a Cardinale o Romano Pontefice ha deviato dalla Fede Cattolica o è caduto in qualche eresia…. la promozione o l'elevazione, anche se incontrastata e con il consenso unanime di tutti i Cardinali, sarà nulla, vuota e senza valore…”

Ad ulteriore espressione della sua falsa posizione, Viganò descrive Francesco sia come papa che come liquidatore della Chiesa Cattolica, la quale verrebbe da lui demolita con “decreti”.

[Viganò:] Il suo duplice ruolo di papa e liquidatore della Chiesa cattolica gli permette da un lato di demolirla con decreti e atti di governo e dall'altro di utilizzare il prestigio che il suo ufficio comporta per fondare e diffondere la nuova religione sulle macerie di quella antica.

 Ma la Chiesa cattolica non può essere liquidata o demolita - e certamente non dai decreti e dagli atti di un papa valido. La Chiesa è indefettibile. È perennemente immune da errori ed eresie.

Papa Pio XI, Quas Primas (n.22), 11 Dic. 1925:
“la Chiesa, in ogni tempo, poté vittoriosamente respingere la peste delle eresie e degli errori …”

La posizione di Viganò è falsa. Francesco è un antipapa. Viganò ammette anche che Francesco promuove una nuova religione. Questa affermazione è corretta. La vera Chiesa esiste ancora, ma non è la setta di Antipapa Francesco. La Setta del Vaticano II è in realtà la Meretrice di Babilonia, la profetizzata Contro-Chiesa dei tempi finali.  L’attuale situazione in Roma fu predetta. Si veda il video del presente Monastero “Apocalisse ora in Vaticano” (fra gli altri). Si veda inoltre il sito internet del presente Monastero vaticanocattolico.com (tradotto in italiano) o vaticancatholic.com per l’originale in americano al fine di avere informazioni per essere un vero cattolico e salvare la propria anima.

Papa Leone XIII, Satis Cognitum (n.9), 29 Giugno 1896:
“Tale, appunto, fu sempre il modo di comportarsi della Chiesa, e ciò anche per l’unanime giudizio [i.e. consenso] dei santi Padri, i quali considerarono sempre eretici e scomunicati tutti coloro che, anche per poco, si allontanarono dalla dottrina proposta dal legittimo magistero.”

Papa Pio XII, Mystici Corporis Christi (n.22), 29 Giugno 1943:
“In realtà, tra i membri della Chiesa bisogna annoverare esclusivamente quelli che ricevettero il lavacro della rigenerazione, e professando la vera fede…”

“La donna era vestita di porpora e scarlatto, e adorna d'oro, di gioielli e di perle, e teneva in mano una coppa d'oro piena di abominazioni e delle impurità della sua fornicazione. E sulla sua fronte era scritto un nome di mistero: 'Babilonia la grande, madre delle prostitute e degli abomini della terra.” - Apocalisse 17:4-5

“…quando il Figlio dell’Uomo verrà, troverà Egli la fede sulla terra?” - Luca 18:8

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