La nuova religione del Vaticano II (prova visiva)
Maggio 23, 2022
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Ci sono molte eresie nel Vaticano II. Questo video si concentrerà su una di esse molto diffusa e abbastanza visibile nella setta del Vaticano II. Come dimostra il materiale del presente monastero, la setta del Vaticano II non è la Chiesa Cattolica, ma la profetizzata Contro-Chiesa della fine dei tempi. Nel Decreto sull’ecumenismo, n. 8, del Vaticano II, si legge:

Vaticano II, Unitatis Redintegratio (Decreto sull’Ecumenismo), n. 8: “In alcune speciali circostanze, come sono le preghiere che vengono indette « per l'unità » e nelle riunioni ecumeniche.”

Questo passaggio del Vaticano II avalla i cosiddetti incontri ecumenici con eretici e scismatici, come i protestanti e gli “ortodossi” orientali, e approva la preghiera congiunta con loro in tali incontri. Questo è direttamente contrario a ciò che la Chiesa cattolica ha sempre insegnato, come vedremo. Questo insegnamento del Vaticano II è malvagio ed eretico.

Nella sua enciclica del 1928, Mortalium Animos, papa Pio XI condannò i cosiddetti incontri interreligiosi e affermò che l'opinione su cui si basano equivale all'apostasia.

Papa Pio XI, Mortalium Animos (# 2), 6 Gen. 1928: “Perciò sono soliti indire congressi, riunioni, conferenze, con largo intervento di pubblico, ai quali sono invitati promiscuamente tutti a discutere: infedeli di ogni gradazione, cristiani, … Non possono certo ottenere l’approvazione dei cattolici tali tentativi fondati sulla falsa teoria che suppone buone e lodevoli tutte le religioni,… Orbene, i seguaci di siffatta teoria, non soltanto sono nell’inganno e nell’errore, ma ripudiano la vera religione depravandone il concetto … donde chiaramente consegue che quanti aderiscono ai fautori di tali teorie e tentativi si allontanano del tutto dalla religione rivelata da Dio.”

 In tale enciclica, egli insegnò anche:

Papa Pio XI, Mortalium Animos (# 10), 6 Gen. 1928: “Pertanto, Venerabili Fratelli, facilmente si comprende come questa Sede Apostolica non abbia mai permesso ai suoi fedeli d’intervenire alle riunioni degli acattolici…”

Come si vede, la Chiesa cattolica non ha mai permesso ai cattolici di partecipare agli incontri o alle assemblee di acattolici. Assistere attivamente o prendere parte al culto acattolico è peccato mortale e violazione della legge divina. Questo principio di diritto divino è stato ripetuto anche nel Codice di Diritto Canonico del 1917. Il canone 1258.1 afferma:

Canone 1258.1, Codice di Diritto Canonico del 1917

“Haud licitum est fidelibus quovis modo active assistere seu partem habere in sacris acatholicorum.”

“Non è lecito ai fedeli assistere attivamente o partecipare in qualsiasi modo ai riti religiosi degli acattolici.”

È importante capire perché questa attività è vietata e cosa costituisce la partecipazione attiva ai riti religiosi degli acattolici. Una delle ragioni principali per cui molti non vedono chiaramente cosa rappresenti la crisi post-Vaticano II e quali siano i suoi falsi leader (cioè gli antipapi eretici), è che costoro mancano di pura fede e di una comprensione fondamentale dei principi cattolici pertinenti.

Prima di procedere, va notato che questo video riguarda la partecipazione attiva al culto acattolico, o l'adesione alla preghiera o al culto acattolico, cosa che è sempre stata vietata. In questo video non si sta parlando di matrimoni misti (che sono stati scoraggiati ma a volte tollerati), o di ricevere un sacramento da un acattolico in pericolo di morte, e cose simili. Tali tipi di comunicazione non costituivano partecipazione attiva al culto acattolico, che non è mai consentito. Quindi, non ci si lasci ingannare dai disonesti difensori del Vaticano II che a volte confondono le persone facendo emergere i precedenti tipi di comunicazione con i non cattolici che a volte erano consentiti nella storia della Chiesa, come se fornissero un precedente o una giustificazione per il falso insegnamento della II seta del Vaticano Il sulla partecipazione attiva al culto acattolico, quando non lo fanno affatto.

Per illustrare brevemente i principi rilevanti su questo argomento, si intende citare una dissertazione pre-Vaticano II del canonista padre Ignazio Szal. Fu pubblicata nel 1948 dalla Catholic University of America Press. Essa possiede inoltre un Imprimatur. Non si è d'accordo con tutto ciò che viene affermato nel libro, nonostante ciò esso ha molti punti positivi e solleva fatti rilevanti nell'articolare l'insegnamento perenne della Chiesa cattolica secondo cui è vietato partecipare in qualsiasi modo al culto acattolico.

Nei passaggi successivi egli si rivolge principalmente alla communicatio in sacris, cioè alla comunicazione nelle cose sacre con gli scismatici, come con i dissidenti orientali o con gli “ortodossi” orientali. Ma quello che dice vale per protestanti, ebrei, musulmani, ecc.

Padre Ignazio Szal, The Communication of Catholics with Schismatics, Imprimatur 1948, pp. 43-46:

La partecipazione religiosa attiva con gli scismatici è sempre intrinsecamente illecita. Le ragioni di questo divieto assoluto del can. 1258.1 hanno la loro origine nella legge divina naturale e positiva. Questi motivi sono: 1) la Chiesa è l'unica vera società religiosa esistente de iure in cui è lecito rendere a Dio il culto che Gli è dovuto; 2) si deve evitare il dare scandalo attraverso la quasi approvazione di una falsa setta; e 3) il pericolo di perversione dalla vera fede deve rimanere efficacemente neutralizzato.

In conseguenza del primo motivo è illecito assistere attivamente o partecipare a tutte le forme di culto esercitate da acattolici… Gli atti di culto religioso compiuti dalle sette scismatiche sono atti di culto superstizioso e quindi illeciti. Ciò deriva dalla natura della superstizione, che denota o il culto di una falsa divinità o il culto illegale della vera divinità... I ministri non sono autorizzati a compiere riti sacri...

Tutti i tipi di comunicazione religiosa attiva con acattolici sono gravemente illeciti... Così come sarebbe vietato professare apertamente la propria fede in una falsa setta, così è vietato porre atti che abbiano un significato religioso e che siano impiegati nelle sacre funzioni religiose di una falsa setta”.

Come si vede, vari motivi rendono gravemente illecita l'assistenza attiva al culto acattolico. Tale attiva comunicazione religiosa è contraria alla legge divina e equivale a una falsa professione di fede, poiché si unisce al culto superstizioso o illecito. Dà la falsa impressione che l'acattolico sia approvato nel condurre il culto illecito o falso, e comporta quasi sempre l'ulteriore peccato dello scandalo. Con questi punti in mente, una persona attenta dovrebbe riconoscere immediatamente cosa questo significhi per la setta del Vaticano II e il suo dilagante falso ecumenismo.

Per illustrare quanto sia grave, secondo il canone 2316 del Codice di Diritto Canonico del 1917, compiere un solo atto di partecipazione attiva con gli eretici, o aiutare consapevolmente la propagazione dell'eresia, bisogna sapere che in esso tali azioni fanno sospettare formalmente di eresia, e se la persona che le ha compiute ha ignorato gli avvertimenti entro sei mesi, verrebbe considerata un individuo eretico. Ma una persona non deve ricevere o ignorare gli avvertimenti canonici per diventare un notorio eretico su questo o altri punti. Se una persona si impegna ripetutamente nel culto acattolico contro l'insegnamento cattolico e sostiene tale attività con azioni ripetute e/o il suo insegnamento pubblico, come fanno i rappresentanti della setta del Vaticano II, quella persona è un notorio eretico (notorio nei fatti).

La legge della Chiesa cattolica in materia riguarda gli atti pubblici di culto acattolico, ed è di questo che si parla in questo video.

Si danno ora alcuni esempi specifici di ciò che costituisce la partecipazione attiva al culto acattolico. Quando i non cattolici conducono la preghiera o il culto pubblico, le seguenti cose e altre costituiscono una partecipazione attiva condannata: unirsi con gli acattolici in preghiera; benedirli o impartire benedizioni congiunte con loro; rispondere alle loro preghiere; cantare con loro o cantare alternativamente con loro; dare loro oggetti come candele, ecc. che usano per il culto o ricevere da loro oggetti simili; suonare l'organo o uno strumento musicale per il loro culto; partecipare alle loro letture delle Scritture; portare icone al loro culto o luogo di culto; lampade accese durante il loro culto o luogo di culto; e molte cose simili.

Tutte queste cose sono state condannate dalla Chiesa. Ci sono così tante risposte da parte delle Congregazioni romane che vietano tutte queste attività, che se qualcuno le citasse tutte questo video diventerebbe molto lungo. Si citeranno semplicemente alcuni passaggi di padre Ignazio Szal su alcune di queste affermazioni in modo che le persone abbiano un'idea di come fosse condannata la partecipazione attiva alle preghiere o ai culti non cattolici.

“Negli Atti della Sacra Congregazione per la Propagazione della Fede del 1769 si trova anche un'esortazione che invitava i vescovi a vietare ai loro sacerdoti e ai fedeli di comunicare con gli scismatici nelle loro preghiere. L'esortazione affermava che questo divieto era stato decretato da tutti i Sacri Concili.” (Padre Ignazio Szal, The Communication of Catholics with Schismatics, Imprimatur 1948, p. 137)

Secondo la dichiarazione del Sant'Uffizio del 7 agosto 1704: “Era vietato ai cattolici di essere presenti alle messe e alle preghiere pubbliche ufficiali degli scismatici, anche quando le preghiere non contenevano nulla che fosse contrario alla fede o contrario al rito cattolico”. (Padre Ignazio Szal, p. 136)

“Il 5 dicembre 1668 il Sant'Uffizio incaricò il vescovo di Trebinje di ordinare ai cattolici a lui soggetti di non recarsi a Messa o ad altri uffici divini nelle chiese degli scismatici, e di avvertirli che non erano vincolati dal precetto di ascoltare la Messa quando non c'era la celebrazione di una Messa cattolica”. (Padre Ignazio Szal, p. 81)

Secondo una risposta del Sant'Uffizio datata 13 gennaio 1818, entrare nelle chiese degli eretici divenne malvagio: “1) se uno entrava con l'intenzione di assistere a riti eretici; 2) se il proprio ingresso implicava effettivamente o anche solo apparentemente implicava una communicatio in divinis con eretici e quindi offriva occasione di scandalo…” (Padre Ignazio Szal, p. 130)

C'erano molte altre affermazioni che vietavano qualsiasi tipo di attività che implicasse o significasse una partecipazione al culto acattolico. Si possono citare anche varie dichiarazioni specificamente dei Papi.

Papa Pio IX, Neminem vestrum (# 5), Feb. 2, 1854: “ ... vogliamo che sappiate che Ci è stata inviata dai monaci Mechitaristi che risiedono a Venezia una professione chiara della loro fede e dottrina cattolica… Infatti, non solo con chiare parole professano con entusiasmo di accogliere tutti gli ordini e i decreti dai Romani Pontefici e dalle Sacre Congregazioni emanati o da emanare, e in particolare quelli che vietano la “communicatio in divinis[comunicazione nelle cose divine] con gli scismatici

Riguardo ai "vecchi cattolici" che erano eretici e scismatici che rifiutavano la definizione dogmatica dell'infallibilità papale del Vaticano I, papa Pio IX affermò:

Papa Pio IX, Graves ac diuturnae (# 4), March 23, 1875: “[I fedeli] rifuggano assolutamente dai loro riti religiosi, dalle istruzioni, dalle cattedre di pestilenza, erette per insegnare impunemente le sacre dottrine; dai loro scritti e da qualunque contatto; non sopportino alcuna convivenza e relazione coi preti intrusi ed apostati dalla fede...”

Papa Pio VI nella sua enciclica Caritas del 1791 parlando di sacerdoti che si erano separati dalla Chiesa accettando l'eretica Costituzione Civile del Clero in Francia affermava:

Papa Pio VI, Caritas (# 31-32), 13 Aprile 1791: “Nulla avendo di più caro che evitare i sacrileghi invasori… non abbiate con loro nulla in comune, men che meno nelle cose divine.”

Nella sua enciclica del 1880, Arcanum (n. 43), anche Papa Leone XIII metteva in guardia a proposito della “vietata comunanza e partecipazione delle cose sacre (vetitae societati et communicationi rerum sacrarum)” con i non-cattolici.”

Ora il brano del Concilio Vaticano II che si è citato approva la partecipazione attiva al culto acattolico (che la Chiesa cattolica condanna totalmente, come abbiamo visto) perché il passaggio summenzionato tratta di unirsi in preghiera con acattolici durante i cosiddetti incontri ecumenici ai quali I non cattolici conducono la preghiera e il culto pubblico secondo i loro riti e le loro sette non cattolici. Pertanto, l'insegnamento del Vaticano II è indifendibile, malvagio ed eretico. Ha gettato le basi per il falso ecumenismo seriale che è abbracciato, insegnato ed esemplificato dagli antipapi del Vaticano II e nelle “diocesi” di tutto il mondo. In breve, i punti che si stanno trattando dimostrano che il falso ecumenismo del Vaticano II è una notoria eresia e chiunque lo difenda è un eretico e un falso maestro che conduce le persone al peccato mortale.

Il falso insegnamento del Vaticano II sulla preghiera e il culto comuni con i non cattolici è stato avallato da molte successive dichiarazioni degli antipapi, tra cui: il nuovo catechismo dell'antipapa Giovanni Paolo II paragrafo 1399; la sua prima enciclica Redemptor Hominis n. 6, la sua enciclica Ut unum sint n. 21 e seguenti; il Direttorio per l'applicazione dei principi e norme sull’ecumenismo; e altro ancora.

Giovanni Paolo II, Redemptor Hominis (#6), 4 Marzo 1979: “Pur se in altro modo e con le dovute differenze, bisogna applicare ciò che è stato detto all'attività che tende all'avvicinamento con i rappresentanti delle religioni non cristiane, e che si esprime mediante il dialogo, i contatti, la preghiera comunitaria [simul orando]...”

In Ut unum sint, l'antipapa Giovanni Paolo II continua a raccomandare e insegnare proprio ciò che la Chiesa cattolica ha sempre condannato, cioè il culto congiunto con i non cattolici.

Giovanni Paolo II, Ut Unum Sint (#21), 25 Maggio 1979: “Tale amore trova la sua più compiuta espressione nella preghiera comune. Quando i fratelli che non sono in perfetta comunione tra loro si riuniscono insieme per pregare, il Concilio Vaticano II definisce la loro preghiera anima dell'intero movimento ecumenico ... Anche quando non si prega in senso formale per l'unità dei cristiani, ma per altri motivi, come, ad esempio, per la pace, la preghiera diventa di per sé espressione e conferma dell'unità. La preghiera comune dei cristiani invita Cristo stesso a visitare la comunità di coloro che lo implorano: "Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro" (Mt 18,20).” 

Giovanni Paolo II, Ut Unum Sint (#22), 25 Maggio 1979: “Sulla via ecumenica verso l'unità, il primato spetta senz'altro alla preghiera comune, all'unione orante di coloro che si stringono insieme attorno a Cristo stesso. Se i cristiani, nonostante le loro divisioni, sapranno sempre di più unirsi in preghiera comune attorno a Cristo, crescerà la loro consapevolezza di quanto sia limitato ciò che li divide a paragone di ciò li unisce.”

Il Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo promulgato nel 1993 da Giovanni Paolo II e il Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani è uno dei documenti più sorprendenti che la contro-chiesa del Vaticano II abbia mai prodotto. È essenzialmente un manuale su come commettere peccati contro la fede. Raccomanda esplicitamente le stesse azioni che sono state specificamente condannate dalla Chiesa.

Il Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo #118: “Nelle celebrazioni liturgiche che si fanno in altre Chiese e comunità ecclesiali, si consiglia ai cattolici di prender parte ai salmi, ai responsori, agli inni, ai gesti comuni della Chiesa di cui sono gli invitati. Se i loro ospiti lo propongono, possono proclamare una lettura o predicare.”

Come abbiamo visto, questo è condannato dall'insegnamento cattolico.

Il Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo #50: “Poiché la cura di ristabilire l’unità dei cristiani riguarda tutta la Chiesa, tanto i ministri sacri quanto i laici, gli ordini religiosi, le congregazioni religiose e le società di vita apostolica ... tali istituti e tali società sono incoraggiati ad attuare, secondo le loro concrete possibilità e nei limiti delle loro regole di vita, le seguenti prospettive e attività... c) tenendo conto della natura e delle esigenze dei luoghi e delle persone, organizzare incontri con cristiani di diverse Chiese e comunità ecclesiali per preghiere liturgiche, riflessioni, esercizi spirituali e per una comprensione più profonda delle tradizioni spirituali cristiane...”

Ciò è condannato dall’insegnamento cattolico. Ci sono molte altre cose che si potrebbero citare, compreso il modo in cui il Direttorio scoraggia i cattolici dal fare proselitismo ai non cattolici. Riguardo a questo elenco notoriamente eretico di peccato, l'antipapa Giovanni Paolo II ha affermato in Ut unum Sint:

Giovanni Paolo II, Ut Unum Sint (#16), 25 Maggio 1979: “Più recentemente, il Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'ecumenismo, pubblicato con la mia approvazione dal Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, le ha applicate al campo pastorale.”

Questo direttorio eretico sull'ecumenismo approvato dall'antipapa Giovanni Paolo II e dal Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, chiarisce anche che sta attuando l'insegnamento e i principi del Vaticano II.

È anche interessante che quando in Mortalium animos, papa Pio XI afferma che la Sede Apostolica non ha mai permesso ai suoi fedeli di partecipare alle riunioni degli acattolici, egli usi il vocabolo latino “conventibus,” che significa riunioni, assemblee o raduni. Ebbene, in contraddizione diretta con l'insegnamento di Pio XI, il Vaticano II usa la stessa identica parola, conventibus, quando approva e raccomanda la preghiera comune in tali incontri.

Ci sono così tanti esempi (forse migliaia) di antipapi della setta del Vaticano II e dei suoi cosiddetti vescovi e sacerdoti apostati impegnati nel falso ecumenismo e nella condannata partecipazione attiva al culto acattolico, che ci vorrebbe troppo tempo per coprire anche una significativa parte di loro in questo video. È un evento regolare nella contro-chiesa del Vaticano II. Da parte del presente Monastero, si sono documentati molti di questi incidenti nel suo libro, nei suoi video e nei suoi articoli nel corso degli anni. Tuttavia, ci si vuole soffermare solo su alcuni esempi dell'antipapa Giovanni Paolo II, dell'antipapa Benedetto XVI e dell'antipapa Francesco. Si troverà molto di più su ciascuno degli antipapi nel materiale del presente Monastero.

Nel 1982 l'antipapa Giovanni Paolo II prese parte a un servizio congiunto con l'“arcivescovo” anglicano di Canterbury nella cattedrale di Canterbury. Lui e il noto anglicano eretico pregarono insieme, pregarono insieme all'altare e diedero persino una "benedizione congiunta". Questo è un peccato mortale pubblico e un'espressione di eresia.

Nel 1999 Giovanni Paolo II si recò in Romania e prese parte attiva alla liturgia “ortodossa” con Teoctist. Questo è un peccato mortale e un'espressione di eresia. Ha incontrato Teoctist in varie occasioni e ha firmato una dichiarazione congiunta con lui. Nel 1999, Teoctist ha anche rivelato che Giovanni Paolo II gli ha fatto una donazione per la costruzione di una cattedrale che si è rivelata di $ 100.000. Nel 2018 Francesco ha fatto qualcosa di simile, contribuendo con 100.000 euro al primo monastero ortodosso in Austria. È interessante notare che il 29 gennaio 1828 la Sacra Congregazione per la Propagazione della Fede dichiarò illecito fare l'elemosina per una chiesa scismatica

"... la Sacra Congregazione per la Propagazione della Fede, il 29 gennaio 1828, rispose che era illecito fare l'elemosina per una chiesa scismatica". (Padre Ignazio Szal, p. 144)

Nel 1983 Giovanni Paolo II si recò in una chiesa luterana per commemorare il 500° anniversario della nascita dell'eretico Martin Lutero. Mentre era lì, lui e il "pastore" luterano pregarono insieme davanti all'altare, "benedirono" la congregazione simultaneamente e insieme intonarono un credo. Questo è un peccato mortale pubblico e un'espressione di eresia. Si potrebbe continuare a lungo con altri esempi della partecipazione attiva di Giovanni Paolo II al culto acattolico nei confronti degli eretici e degli scismatici - ma lo ha fatto anche con pagani, ebrei e musulmani.

Il 13 aprile 1986 Giovanni Paolo II si recò nella sinagoga romana, prese parte attiva alla cerimonia ebraica e chinò il capo mentre gli ebrei pregavano per la venuta del loro "Messia". Questo è un atto di apostasia. È interessante notare che San Tommaso d'Aquino disse che se qualcuno avesse adorato sulla tomba di Maometto, sarebbe stato considerato un apostata. (Somma Teologica, Seconda [sezione] della seconda [parte], Q. [questione] 12, A. [articolo], Ob. [obiezione] 2. Ciò è citato nell'Obiezione 2, e nella risposta di S. Tommaso all'Ob. 2 egli non è in disaccordo con l'affermazione che una tale azione sarebbe apostasia.)

Adorare sulla tomba di Maometto sarebbe apostasia perché partecipare a forme di culto non cattoliche equivale a una professione di fede in quelle false religioni, come abbiamo spiegato. Giovanni Paolo II e vari antipapi del Vaticano II hanno regolarmente commesso atti di apostasia di questo tipo. Si ricordi: l'eresia e l'apostasia possono essere manifestate sia con i fatti che con la parola. Giovanni Paolo II riceveva spesso “benedizioni” dai pagani.

L'8 agosto 1985 Giovanni Paolo II ha pregato con gli animisti africani (stregoni). Questa è apostasia. In Africa, il 4 febbraio 1993, le ragazze che cantavano fecero a Giovanni Paolo II una danza vudù che induceva la trance. Giovanni Paolo II organizzò anche gli eventi di Assisi e vi prese parte attiva. Organizzando gli eventi di Assisi e partecipandovi attivamente, Giovanni Paolo II si unì infatti al falso culto di tutte le diverse religioni lì presenti. Fu un peccato mortale pubblico di prim'ordine e un'espressione di apostasia. La carriera di Giovanni Paolo II è stata caratterizzata dall'indifferentismo e dalla partecipazione a false forme di culto. Naturalmente, un tale eretico pubblico e peccatore mortale pubblico non poteva essere un papa cattolico, per non parlare di un santo. Ecco una delle ragioni per cui nell'Apocalisse viene menzionata la venerazione della sua immagine per mezzo della sua invalida e falsa canonizzazione, come copre il materiale del presente Monastero. Quando i membri ingannati della contro-chiesa del Vaticano II accettano come santo il notoriamente malvagio antipapa apostata Giovanni Paolo II - un uomo la cui carriera è stata caratterizzata da indifferentismo, peccati mortali pubblici contro la fede e partecipazione al falso culto religioso – questi membri vengono coinvolti nei suoi peccati. I commentatori online e altri che considerano Giovanni Paolo II un santo sono all'oscuro della verità, ingannati e sulla strada dell'inferno.

Si potrebbe coprire molto di più sull'antipapa Giovanni Paolo II, ma passiamo a Benedetto XVI.

Benedetto XVI ha partecipato spesso al culto acattolico. Il 19 agosto 2005 ha preso parte attiva a un servizio ebraico in una sinagoga a Colonia, in Germania. Si unì agli ebrei nella preghiera kaddish e fece molti gesti che mostravano la sua partecipazione attiva. Questa è apostasia.

Il 30 novembre 2006 Benedetto XVI ha pregato come I musulmani verso la Mecca nella Moschea Blu in Turchia. Ha persino incrociato le braccia nel gesto di preghiera musulmano chiamato il gesto della tranquillità. Questa è apostasia.

Il 23 settembre 2011 Benedetto XVI ha visitato una chiesa luterana a Erfurt, in Germania. Mentre era lì, lodò Martin Lutero e prese parte attiva a un servizio luterano. Insieme ha "benedetto" il popolo con il "pastore" luterano e ha persino pregato con una donna "vescovo" luterano. Si inchinò all'altare luterano. Questo è un peccato mortale pubblico e un'espressione di notoria eresia.

Il 17 settembre 2010, Benedetto XVI ha preso parte a una funzione anglicana nell'abbazia di Westminster con lo “arcivescovo” anglicano pro-omosessuale Rowan Williams. Entrarono insieme nella chiesa protestante. Hanno pregato insieme e hanno impartito una benedizione comune. Questa è una manifestazione di una falsa religione. Benedetto XVI ha anche tenuto il suo abominevole evento di Assisi nel 2011; non solo partecipò attivamente a quell'evento di apostasia, ma come ospite e organizzatore, si unì così al falso culto di tutti i pagani, eretici, ecc., che praticavano il falso culto in quell'evento.

Potremmo citare molti altri esempi della partecipazione mortalmente peccaminosa di Benedetto XVI al falso culto. Non è solo qualcosa che ha fatto spesso, è qualcosa che ha approvato esplicitamente con le sue parole. Il 18 gennaio 2008, in un discorso a una delegazione ecumenica finlandese, Benedetto XVI ha elogiato la preghiera comune tra luterani e "cattolici" e ha affermato che "questa è la porta regale dell'ecumenismo".

Benedetto XVI, Discorso ai membri della Delegazione ecumenica finlandese, gennaio 18, 2008: “La preghiera comune di luterani e cattolici finlandesi è una partecipazione umile ma fedele alla preghiera di Gesù, che ha promesso che ogni preghiera innalzata al Padre nel suo nome sarebbe stata ascoltata. Questa è proprio la porta regale dell'ecumenismo: tale preghiera ci porta a guardare in modo nuovo al Regno di Dio e all'unità della Chiesa; rafforza i nostri vincoli di comunione…” (L’ Osservatore Romano, 30 gennaio 2008, p. 10. Versione inglese.)

Quindi l'attività che la Chiesa cattolica ha sempre condannato come gravemente peccaminosa, dice Benedetto XVI, è la strada da seguire. Egli è un notorio eretico. I falsi tradizionalisti che pensano che il famigerato eretico Benedetto XVI fosse conservatore o sia il vero papa, sono molto ingannati. Era un antipapa apostata. Per saperne di più su di lui si guardi il video del presente Monastero “Le eresie di Benedetto XVI” e gli articoli del presente Monastero sulle eresie di Ratzinger basati sulla ricerca di 30 dei suoi libri e di tutti i suoi discorsi.

L'apostata antipapa Francesco partecipa spesso al falso culto acattolico. Il 29 novembre 2014 Francesco ha pregato insieme al mufti nella Moschea Blu di Istanbul. Questa è apostasia.

Il 17 gennaio 2016 si è recato nella sinagoga di Roma, ha preso parte attiva al servizio ebraico, ha pronunciato diverse cose eretiche e ha detto “preghiamo insieme il Signore”. Questa è apostasia.

Potremmo citare molti altri esempi di antipapa Francesco che partecipa al falso culto di pagani, ebrei, protestanti e scismatici “ortodossi”. Oltre alle sue azioni. Francesco elogia la preghiera comune con i non cattolici e ha esplicitamente menzionato, in modo di approvazione, la preghiera interreligiosa. La sua posizione su questo argomento, che contraddice quanto insegna la Chiesa cattolica, si rivela eretica dalle sue parole e dai suoi atti. Il fatto che gli antipapi del Vaticano II si impegnino ripetutamente in questo comportamento e insegnino che è buono, dimostra senza alcun dubbio che sono notori eretici. Questa attività peccaminosa è intrapresa anche da molti “vescovi” apostati della setta del Concilio Vaticano II. In poche parole, il falso ecumenismo è una gigantesca eresia che equivale a negare il dogma che la Chiesa Cattolica è l'unica vera Chiesa di Gesù Cristo che è necessaria per la salvezza, e che le religioni non cattoliche sono false e peccaminose e portano alla dannazione. Questa eresia - che è bene partecipare al culto acattolico - è stata insegnata direttamente nel Vaticano II, come si è dimostrato in questo video.

Va anche notato che la verità divinamente rivelata che è negata dall'insegnamento del Vaticano II sulla preghiera e il culto comuni con i non cattolici si trova in 2 Giovanni 1: 10-11 che afferma:

“Se qualcuno viene da te e non porta questa dottrina, non accoglierlo in casa e non salutarlo; perché chi lo saluta partecipa alle sue opere malvagie».

Questo passaggio è stato citato dalla Chiesa nel contesto della condanna di ogni partecipazione ad incontri o assemblee acattoliche (Papa Pio XI, Mortalium Animos #9, 6 Gennaio 1928). Quindi il malvagio insegnamento del Vaticano II è, propriamente parlando, eretico. Nega la verità divinamente rivelata di 2° Giovanni 1:10-11. Insegna (contrariamente alla Scrittura) che è bene e desiderabile prendere parte alle opere malvagie e al culto illecito o falso di eretici e scismatici.

Poiché il falso ecumenismo della setta del Vaticano II viene dal Vaticano II, come si è mostrato, chiunque difenda ostinatamente il Vaticano II è un fornicatore spirituale ed un eretico. Tutti i gruppi non sedevacantisti sotto gli antipapi del Vaticano II - come la Fraternità di San Pietro - sono composti da falsi individui. Se effettivamente possedessero e difendessero la fede cattolica, rifiuterebbero questa eresia mortalmente peccaminosa e gli antipapi eretici che la promuovono. Tutti costoro non hanno amore per Dio.

Di fronte a questi fatti, alcuni infedeli che si dichiarano cattolici diranno: "se accettassi tali fatti così, dovrei rifiutare il cattolicesimo". No, ci si sbaglia in tal caso e non si ha fede. La Chiesa Cattolica è l'unica vera Chiesa e tutta questa situazione a Roma è stata profetizzata. Gli uomini che hanno inaugurato questa apostasia erano antipapi eretici secondo l'insegnamento cattolico. Costoro non hanno mai assunto validamente l'ufficio pontificio, come dimostra il nostro materiale, perché all'eretico è vietato per legge divina di diventare papa. Ciò che questi fatti provano è che la setta del Vaticano II non è la Chiesa cattolica e che i suoi leader sono antipapi. La setta del Vaticano II è davvero la profetizzata meretrice di Babilonia. Ciò adempie la profezia sulla prostituta di Babilonia e la Bestia in molti modi specifici. Si guardi il video del Monastero della Famiglia Santissima:

Il falso ecumenismo che si è esposto in questo video è uno dei motivi per cui la meretrice di Babilonia è chiamata la madre delle fornicazioni (Apocalisse 17:5).  Il falso ecumenismo è il mezzo attraverso il quale le persone sono implicate in peccati contro la fede come parte dell'inganno della fine dei tempi. Anche se non ci si impegna direttamente nel falso ecumenismo, se si accettano gli antipapi del Vaticano II e le loro false canonizzazioni, se ne viene implicati. La vera Chiesa cattolica esiste ancora in un residuo di fedeli e per essere un vero cattolico e salvare la propria anima, si deve essere un cattolico tradizionale che rifiuta la setta apostatica del Vaticano II e il falso Concilio Vaticano II.

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